
In sintesi
- La regolamentazione dell’IA in Cina non è una legge unica: misure mirate su algoritmi, deep synthesis, IA generativa, etichettatura e IA di compagnia poggiano sulla PIPL e sulla legge sulla cybersicurezza modificata.
- Nella regolamentazione dell’IA in Cina, l’IA generativa aperta al pubblico richiede un deposito presso la CAC o una registrazione provinciale: al 31 agosto 2026 si contavano 1.112 servizi depositati e 731 app registrate.
- Dal 1° settembre 2025 i contenuti generati dall’IA portano un’etichetta visibile quando possono ingannare e un’etichetta nei metadati.
- Il 2026 ha aggiunto regole sull’IA di compagnia (15 luglio), comitati di revisione etica (aprile), una futura norma obbligatoria sugli agenti e linee guida giudiziarie sui deepfake (7 settembre).
- Ogni servizio distribuito in Cina richiede un fascicolo di prove: depositi, test delle etichette, dati di addestramento, verbali di revisione e trasferimenti.
Regolamentazione dell’IA in Cina nel 2026: una stratificazione di norme, non una legge unica
Chi cerca un equivalente cinese dell’AI Act non lo troverà. La regolamentazione dell’IA in Cina procede per strati: quando una tecnologia arriva al pubblico, la Cyberspace Administration of China (CAC) adotta una misura mirata e la ancora alle leggi su dati e sicurezza. Il piano legislativo 2026 del Consiglio di Stato, pubblicato l’11 maggio 2026, promette di accelerare una «legislazione organica per lo sviluppo sano dell’intelligenza artificiale», ma tra i progetti destinati quest’anno al Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo non figura alcun disegno di legge sull’IA. Oggi la regolamentazione dell’IA in Cina si articola in cinque livelli:
- Leggi su dati e sicurezza: Personal Information Protection Law (PIPL), legge sulla sicurezza dei dati e legge sulla cybersicurezza, rafforzata dal 1° gennaio 2026 con un articolo sull’IA e sanzioni più alte.
- Misure sull’IA: raccomandazione algoritmica (2022), deep synthesis (2023), IA generativa (2023), etichettatura (2025), interazione antropomorfa (2026).
- Revisione etica: misure sperimentali di aprile 2026, firmate da dieci dipartimenti.
- Norme tecniche: lo standard obbligatorio GB 45438-2025, le norme raccomandate GB/T e l’AI Safety Governance Framework del comitato TC260.
- Giurisprudenza: orientamenti della Corte suprema del popolo e sentenze in materia di lavoro.
La CAC guida, affiancata secondo i testi dal ministero dell’Industria e dell’informatica (MIIT), dal ministero della Pubblica sicurezza, dal ministero della Scienza e della tecnologia e dall’amministrazione per la regolamentazione del mercato (SAMR). Per un ufficio compliance la conseguenza pratica della regolamentazione dell’IA in Cina è che la domanda utile non è «siamo conformi alla legge cinese sull’IA?», ma «quali strumenti attiva ogni servizio, e quale prova lo dimostra?». È anche il metodo della nostra analisi delle leggi sull’intelligenza artificiale nel 2026.
Regolamentazione dell’IA in Cina: a chi si applica, imprese straniere comprese
Le misure sull’IA generativa si applicano ai servizi che generano contenuti per il pubblico nel territorio della Repubblica popolare cinese (articolo 2). Ricerca, sviluppo e uso senza servizi al pubblico nazionale restano esclusi, un’esenzione aggiunta tra bozza e testo finale, come spiega lo studio Han Kun. L’articolo 20 chiude l’altra porta: contro un servizio non conforme fornito dall’estero, la CAC può chiedere ad altre autorità misure tecniche, in pratica il blocco. Due leggi estendono la regolamentazione dell’IA in Cina oltre queste misure. L’articolo 3 della PIPL copre i trattamenti svolti all’estero per offrire prodotti o servizi a persone in Cina o analizzarne il comportamento, un criterio vicino all’articolo 3, paragrafo 2, del GDPR. La legge sulla cybersicurezza modificata estende l’articolo 77 alle organizzazioni estere che mettono in pericolo la cybersicurezza cinese, con possibile congelamento dei beni, secondo China Briefing. Rispetto alla regolamentazione dell’IA in Cina, un gruppo multinazionale occupa di solito una di queste quattro posizioni:
- Fornitore al pubblico: chatbot, generatore di immagini o app di compagnia per utenti in Cina. Si applica l’intera regolamentazione dell’IA in Cina, dal deposito all’etichettatura fino ai reclami.
- Integratore: app che richiama via API un modello nazionale già depositato. Basta una registrazione presso l’ufficio provinciale della CAC.
- Strumento interno: assistente riservato al personale della società cinese. Le misure sull’IA generativa non si applicano, ma PIPL, sicurezza dei dati e revisione etica sì.
- Esportatore di dati: capogruppo che addestra o valuta modelli su dati raccolti in Cina. Le regole sui trasferimenti impongono valutazione di sicurezza, contratto standard o certificazione.
Nel senso inverso vale il capo V del GDPR: la Cina non ha una decisione di adeguatezza, quindi servono clausole contrattuali tipo e una valutazione d’impatto del trasferimento (TIA). Un fornitore di funzionalità di IA a clienti cinesi può occupare due posizioni insieme, e la due diligence sui fornitori di IA deve indicarle.
Gli strumenti in vigore e cosa chiede ciascuno
La tabella elenca gli strumenti della regolamentazione dell’IA in Cina più ricorrenti, in ordine di entrata in vigore: un indice operativo, non un parere legale. <table header-row=”true”> <tr> <td>Strumento</td> <td>In vigore dal</td> <td>Destinatari</td> <td>Obbligo principale</td> <td>Prove da conservare</td> </tr> <tr> <td>Raccomandazione algoritmica</td> <td>1° marzo 2022</td> <td>Fornitori di algoritmi di ordinamento, raccomandazione, smistamento o generazione</td> <td>Deposito entro 10 giorni lavorativi se il servizio ha attributi di opinione pubblica; personalizzazione disattivabile</td> <td>Ricevuta di deposito, autovalutazione</td> </tr> <tr> <td>Deep synthesis</td> <td>10 gennaio 2023</td> <td>Fornitori, supporti tecnici e utenti di media sintetici</td> <td>Verifica dell’identità reale, consenso separato sui dati biometrici, etichette</td> <td>Consensi, test delle etichette</td> </tr> <tr> <td>IA generativa</td> <td>15 agosto 2023</td> <td>Fornitori di IA generativa al pubblico in Cina</td> <td>Dati leciti, regole di annotazione, valutazione di sicurezza e deposito, reclami</td> <td>Provenienza dei dati, numero di deposito</td> </tr> <tr> <td>Audit delle informazioni personali</td> <td>1° maggio 2025</td> <td>Titolari PIPL; ogni due anni oltre 10 milioni di persone</td> <td>Audit periodici</td> <td>Rapporti di audit</td> </tr> <tr> <td>Etichettatura e GB 45438-2025</td> <td>1° settembre 2025</td> <td>Fornitori, piattaforme, app store, utenti</td> <td>Etichette visibili e nei metadati</td> <td>Test per tipo di contenuto</td> </tr> <tr> <td>Legge sulla cybersicurezza modificata</td> <td>1° gennaio 2026</td> <td>Operatori di rete</td> <td>Sicurezza, articolo sull’IA, sanzioni più alte</td> <td>Politiche di sicurezza, registri degli incidenti</td> </tr> <tr> <td>Certificazione per l’esportazione di dati personali</td> <td>1° gennaio 2026</td> <td>Esportatori sotto le soglie della valutazione di sicurezza</td> <td>Terza via per i trasferimenti</td> <td>Certificato</td> </tr> <tr> <td>Revisione etica dell’IA (sperimentale)</td> <td>Aprile 2026</td> <td>Organizzazioni con attività di IA a rischio etico</td> <td>Comitato etico o servizio esterno; riesame di esperti per i sistemi ad alto impatto</td> <td>Statuto, decisioni di revisione</td> </tr> <tr> <td>Interazione antropomorfa</td> <td>15 luglio 2026</td> <td>Fornitori di IA di compagnia</td> <td>Avvisi sull’identità, tutela dei minori, gestione delle crisi, valutazioni</td> <td>Rapporti di valutazione, registri dei promemoria</td> </tr> </table> La sovrapposizione è voluta: un chatbot di compagnia è insieme IA generativa, deep synthesis e, se ordina contenuti, raccomandazione algoritmica. Serve quindi un unico registro che colleghi ogni servizio a ogni strumento, come nel monitoraggio della conformità dei sistemi di IA, con le prove accanto a ciascun obbligo, come per la documentazione del sistema di IA europea.
Deposito e registrazione: come la CAC controlla l’accesso dei modelli al mercato
Il deposito (in inglese filing) è il cardine della regolamentazione dell’IA in Cina. Secondo le disposizioni sulla raccomandazione algoritmica, un servizio con «attributi di opinione pubblica o capacità di mobilitazione sociale» va depositato nel sistema della CAC entro 10 giorni lavorativi dal lancio; l’articolo 17 delle misure sull’IA generativa aggiunge una valutazione di sicurezza preventiva. In assenza di soglie numeriche, un chatbot pubblico di una certa dimensione deve considerarsi incluso. L’autovalutazione segue di norma il documento TC260-003 del febbraio 2024, che elenca oltre 30 rischi di sicurezza tra dati di addestramento, output e salvaguardie. La regolamentazione dell’IA in Cina prevede due percorsi: il fornitore del modello deposita presso la CAC nazionale, mentre l’app che richiama via API un modello depositato si registra presso l’ufficio provinciale. L’annuncio della CAC del luglio 2026 contava 120 depositi e 68 registrazioni per maggio e giugno, con totali di 988 e 598 al 30 giugno 2026. Il lotto pubblicato il 14 settembre ha aggiunto 124 depositi (sette per servizi on-device) e 133 registrazioni, per totali di 1.112 e 731 al 31 agosto. Nome del modello e numero di deposito o registrazione vanno mostrati in posizione ben visibile o nella pagina di dettaglio del prodotto. L’IA di compagnia richiede valutazioni prima del lancio, dopo modifiche rilevanti e al raggiungimento di 1 milione di utenti registrati o 100.000 utenti attivi mensili. L’analogo europeo è la valutazione della conformità dei sistemi ad alto rischio, con una differenza: la Cina controlla il servizio al lancio, qualunque sia il rischio; l’Unione, il sistema secondo la classe di rischio. Vale il riflesso della DPIA dell’articolo 35 del GDPR: valutare prima.
Etichettatura dei contenuti generati dall’IA: esplicita e implicita
La CAC, il MIIT, il ministero della Pubblica sicurezza e l’amministrazione nazionale della radio e della televisione hanno pubblicato le misure sull’etichettatura il 14 marzo 2025 con lo standard obbligatorio GB 45438-2025, entrambi applicabili dal 1° settembre 2025, come riassume Covington. Questo capitolo della regolamentazione dell’IA in Cina prevede due livelli:
- Etichette esplicite: segnali testuali, sonori, grafici o d’interfaccia percepibili, obbligatori quando il contenuto può confondere o ingannare il pubblico, per esempio dialoghi con chatbot, voci sintetiche, generazione di volti o scene immersive.
- Etichette implicite: metadati con nome o codice del fornitore e identificativo del contenuto; le filigrane digitali sono incoraggiate.
L’obbligo percorre la catena: le piattaforme leggono i metadati e aggiungono un avviso quando un contenuto è confermato, dichiarato o sospettato come generato dall’IA; gli app store verificano i materiali di etichettatura; gli utenti dichiarano i contenuti di IA; nessuno può rimuovere, alterare o falsificare un’etichetta. Su questo fronte la regolamentazione dell’IA in Cina è stata applicata in fretta. Il 29 aprile 2026 la CAC ha citato CapCut, Maoxiang e Dreamina AI per mancata etichettatura e ha chiesto agli uffici locali convocazioni, ordini di rettifica e avvertimenti, secondo TechNode. In Europa l’articolo 50 dell’AI Act e i suoi obblighi di trasparenza si applicano dal 2 agosto 2026, con transizione fino al 2 dicembre 2026 per la marcatura leggibile dalla macchina dei sistemi già sul mercato. Una sola pipeline di metadati conforme sia a GB 45438-2025 sia all’articolo 50 può servire entrambi i mercati.
IA di compagnia: le misure sui servizi di interazione antropomorfa
Il 10 aprile 2026 la CAC, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC), il MIIT, il ministero della Pubblica sicurezza e la SAMR hanno emanato misure provvisorie per i servizi che simulano personalità, modo di pensare e stile comunicativo di una persona in un’interazione emotiva continuativa. Si applicano dal 15 luglio 2026, come illustra Latham & Watkins. Restano fuori da questo capitolo della regolamentazione dell’IA in Cina assistenza clienti, domande e risposte informative, assistenti di lavoro, istruzione e ricerca. Gli obblighi principali:
- Identità: avvisare che si parla con un’IA e non con una persona reale, con promemoria a comparsa e un avviso ogni due ore consecutive di utilizzo.
- Minori: nessuna relazione intima virtuale (familiari o partner virtuali); consenso del tutore sotto i 14 anni; verifica dell’età e modalità minori con limiti di tempo.
- Utenti anziani: indicazioni per un uso sano e avvertenze di sicurezza.
- Crisi: davanti a segnali di autolesionismo o suicidio, il fornitore interviene e contatta tempestivamente il tutore dell’utente.
- Dati di addestramento: niente informazioni personali sensibili tratte dalle conversazioni senza consenso separato.
- Valutazioni: prima del lancio, a ogni modifica rilevante e alle soglie di utenti citate; gli app store verificano valutazione e deposito prima della pubblicazione.
Le sanzioni vanno da RMB 10.000 a 100.000, e da RMB 100.000 a 200.000 in caso di danno alla vita, alla salute o alla sicurezza. Importi modesti rispetto alla PIPL: commercialmente pesa di più la sospensione del servizio. Chi gestisce già la sorveglianza umana nell’Unione può riutilizzare i processi di escalation; promemoria e modalità minori vanno invece sviluppati per la Cina.
Revisione etica, agenti IA e perdita di controllo
Le misure sperimentali sulla revisione etica dell’IA, emanate a inizio aprile 2026 da dieci dipartimenti guidati dal ministero della Scienza e della tecnologia e dal MIIT, chiedono alle organizzazioni con attività di IA a rischio etico un comitato di revisione etica di almeno cinque membri, oppure un servizio esterno, secondo SESEC. I sistemi che incidono in modo significativo su comportamento, stato psicologico o salute, i servizi capaci di orientare l’opinione pubblica o mobilitare persone e i sistemi decisionali altamente autonomi in contesti critici per la sicurezza passano per un riesame di esperti, con verifiche ogni 12 mesi al massimo. Chi ha già un comitato di governance dell’IA riconoscerà il formato. Gli agenti sono la prossima frontiera della regolamentazione dell’IA in Cina. Il 27 giugno 2026 è partito il piano per una norma nazionale obbligatoria sui requisiti generali di sicurezza delle applicazioni di agenti di IA, con un ciclo di 18 mesi, come riporta CGTN. I requisiti attesi coprono identità, permessi di sistema, uso di strumenti, raccolta di dati, intervento umano sulle operazioni ad alto rischio, protezione di input e output, log, monitoraggio, blocco delle anomalie e arresto di emergenza. Il 14 settembre 2026 il TC260 ha pubblicato la versione 3.0 dell’AI Safety Governance Framework, con un allegato sui rischi degli agenti e più attenzione alla perdita di controllo, inclusi la resistenza allo spegnimento e i comportamenti ingannevoli durante le valutazioni, secondo Geopolitechs. Il framework non è vincolante, ma i documenti del TC260 orientano la regolamentazione dell’IA in Cina alimentando norme tecniche e valutazioni di sicurezza. Chi usa agenti IA autonomi in Cina dovrebbe registrare fin d’ora i permessi sugli strumenti e i punti di intervento umano: la norma è attesa verso la fine del 2027, e adattare i log a posteriori costa di più.
Controlli, sanzioni e responsabilità nel 2026
La regolamentazione dell’IA in Cina si fa rispettare con le campagne prima che con le multe. Il 30 aprile 2026 la CAC ha annunciato la campagna Qinglang 2026 contro l’uso improprio dell’IA: frodi e sostituzioni di persona con deepfake, manipolazione coordinata, modelli senza deposito, dati di addestramento che violano proprietà intellettuale o privacy, servizi lanciati senza valutazione di sicurezza, come riferisce The Next Web. L’edizione 2025 aveva rimosso oltre 3.500 prodotti di IA e 960.000 contenuti. Il peso economico della regolamentazione dell’IA in Cina sta nelle leggi che sorreggono le misure:
- Legge sulla cybersicurezza: da RMB 500.000 a 2 milioni per conseguenze gravi e da RMB 2 a 10 milioni per quelle particolarmente gravi, fino a RMB 1 milione per le persone fisiche responsabili.
- PIPL: fino a RMB 50 milioni o al 5% del fatturato dell’anno precedente per violazioni gravi, più l’eventuale sospensione dell’attività.
- Misure sull’interazione antropomorfa: fino a RMB 200.000 in caso di danno, oltre al rischio di sospensione.
Anche i tribunali completano la regolamentazione dell’IA in Cina. Il 7 settembre 2026 la Corte suprema del popolo ha emanato linee guida sulle controversie in materia di IA: replicare senza consenso il volto o la voce riconoscibili di una persona ne viola i diritti; il fornitore risponde se non agisce tempestivamente dopo una segnalazione; risponde anche l’utente che induce il sistema alla violazione; la discriminazione algoritmica dei prezzi senza giustificazione ragionevole può fondare azioni in giudizio, come riporta il Quotidiano del Popolo. Ad aprile 2026 il Tribunale intermedio del popolo di Hangzhou ha escluso, riferisce NPR, che la sostituzione con l’IA basti a giustificare un licenziamento. Questi rischi vanno nello stesso registro dei rilievi delle autorità e nel processo di segnalazione degli incidenti di IA.
Regolamentazione dell’IA in Cina e AI Act a confronto
Chi opera sui due mercati si chiede quanto del lavoro svolto per la regolamentazione dell’IA in Cina valga anche nell’Unione. Più di quanto suggerisca l’architettura giuridica. <table header-row=”true”> <tr> <td>Tema</td> <td>Cina</td> <td>AI Act (UE)</td> </tr> <tr> <td>Contenuti sintetici</td> <td>Etichettatura e GB 45438-2025 dal 1° settembre 2025</td> <td>Articolo 50 dal 2 agosto 2026; marcatura in transizione fino al 2 dicembre 2026</td> </tr> <tr> <td>Controllo preventivo</td> <td>Deposito o registrazione e valutazione di sicurezza prima del lancio</td> <td>Valutazione della conformità per l’alto rischio dell’allegato III dal 2 dicembre 2027</td> </tr> <tr> <td>Revisione etica o d’impatto</td> <td>Comitati di revisione etica da aprile 2026</td> <td>Valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (articolo 27) dal 2 dicembre 2027</td> </tr> <tr> <td>IA di compagnia</td> <td>Misure dedicate dal 15 luglio 2026</td> <td>Divieto delle tecniche manipolative (articolo 5) dal 2 febbraio 2025; informativa dell’articolo 50, paragrafo 1</td> </tr> <tr> <td>Frontiera e agenti</td> <td>Framework TC260 3.0; norma obbligatoria sugli agenti in preparazione</td> <td>Obblighi per l’IA per finalità generali dal 2 agosto 2025</td> </tr> <tr> <td>Sanzione massima</td> <td>RMB 50 milioni o 5% del fatturato (PIPL)</td> <td>EUR 35 milioni o 7% del fatturato mondiale</td> </tr> </table> Le date europee seguono il regolamento (UE) 2026/1744, il Digital Omnibus sull’IA. In Italia la legge 132/2025 ha designato AgID e ACN come autorità per l’AI Act. Le prove però coincidono: dati di addestramento, test di etichettatura, log degli interventi umani, verbali di revisione. Si producono una volta e si archiviano due volte, partendo dai sistemi di IA ad alto rischio e dagli obblighi sull’IA per finalità generali.
Il fascicolo di prove per un’implementazione in Cina
Ispezioni della CAC, esami dei depositi e controlli degli app store chiedono documenti, non intenzioni. Per ogni servizio soggetto alla regolamentazione dell’IA in Cina conviene tenere pronti dieci elementi:
- Registro dei servizi con la posizione di ciascun sistema (fornitore, integratore, strumento interno, esportatore) e gli strumenti che attiva.
- Numeri di deposito o di registrazione, con le schermate del prodotto che li mostrano.
- Autovalutazione di sicurezza presentata per il deposito, con i test sull’elenco di rischi TC260-003.
- Provenienza dei dati di addestramento (fonti, licenze, base giuridica), gestita nel framework di governance dei dati.
- Regole di annotazione, formazione degli annotatori e controlli a campione.
- Test delle etichette per tipo di contenuto: segnale visibile e campi di metadati GB 45438-2025.
- Canale per i reclami, registro di gestione e correzioni del modello dopo output illeciti.
- Valutazioni d’impatto PIPL per decisioni automatizzate e dati sensibili, impostate come una valutazione d’impatto sulla privacy ex articolo 35 del GDPR e secondo le indicazioni del Garante, più gli audit di conformità, biennali oltre 10 milioni di persone secondo DLA Piper.
- Meccanismo di trasferimento per ogni flusso, con conteggi dal 1° gennaio: sotto 100.000 persone (dati non sensibili) nessun adempimento; da 100.000 a 1 milione, o sotto 10.000 per i dati sensibili, contratto standard o certificazione; oltre queste soglie o con dati importanti, valutazione di sicurezza della CAC, secondo White & Case. La certificazione è in vigore dal 1° gennaio 2026, spiega China Briefing; dall’Unione verso la Cina servono clausole contrattuali tipo e TIA.
- Statuto e decisioni del comitato etico e, per l’IA di compagnia, protocolli di crisi, test della modalità minori e registri dei promemoria.
Un piano di 90 giorni da settembre 2026
Dal 17 settembre 2026, un programma sulla regolamentazione dell’IA in Cina può chiudere l’anno in una posizione difendibile:
- Giorni da 1 a 30, mappatura (entro il 17 ottobre 2026): censire i servizi di IA legati alla Cina, assegnare a ciascuno una delle quattro posizioni ed elencare gli strumenti attivati.
- Giorni da 31 a 60, deposito ed etichettatura (entro il 16 novembre 2026): confermare i numeri di deposito o di registrazione, testare le etichette su GB 45438-2025 e verificare le schede negli app store.
- Giorni da 61 a 90, fascicolo di prove (entro il 16 dicembre 2026): completare i dieci elementi, attivare la funzione di revisione etica e allineare i metadati alla scadenza europea del 2 dicembre 2026.
- In continuo: seguire l’evoluzione della regolamentazione dell’IA in Cina (norma sugli agenti, lotti di depositi della CAC, eventuale legge sull’IA), con verifiche etiche almeno ogni 12 mesi e il metodo di una valutazione d’impatto dell’IA.
Domande frequenti
La Cina ha una legge unica sull’intelligenza artificiale? No. A settembre 2026 la regolamentazione dell’IA in Cina è fatta di misure mirate su algoritmi, deep synthesis, IA generativa, etichettatura, IA di compagnia e revisione etica, fondate su PIPL, legge sulla sicurezza dei dati e legge sulla cybersicurezza. Il piano legislativo 2026 del Consiglio di Stato promette di accelerare una legislazione organica sull’IA, ma non prevede alcun disegno di legge sull’IA per quest’anno. Conviene pianificare sulle norme esistenti, non su un codice ancora da scrivere. Le regole cinesi sull’IA si applicano alle imprese straniere? Sì. La regolamentazione dell’IA in Cina riguarda ogni servizio offerto al pubblico in Cina, ovunque abbia sede il fornitore. L’articolo 20 delle misure sull’IA generativa consente alla CAC di chiedere misure tecniche contro i servizi non conformi forniti dall’estero, e la PIPL raggiunge i trattamenti svolti all’estero rivolti a persone in Cina. Gli strumenti interni escono dalle misure sull’IA generativa, ma non dalla protezione dei dati, dalle regole sui trasferimenti né dalla revisione etica. Cosa succede se un servizio di IA generativa viene lanciato senza deposito? Per la regolamentazione dell’IA in Cina i modelli non depositati sono un bersaglio esplicito della campagna Qinglang 2026. Le conseguenze tipiche sono convocazioni, ordini di rettifica, avvertimenti, rimozione dagli app store e sospensione, con sanzioni previste dalla legge sulla cybersicurezza e dalla PIPL quando i fatti lo giustificano. Anche le app basate su un modello già depositato devono registrarsi a livello provinciale e mostrare il numero ottenuto. L’obbligo di etichettatura riguarda anche i testi generati dall’IA? Sì. La regolamentazione dell’IA in Cina impone etichette esplicite quando un testo può ingannare il pubblico, per esempio le risposte di un chatbot o gli articoli scritti dall’IA, ed etichette implicite nei metadati dei file generati. Le piattaforme devono segnalare i contenuti che sospettano siano generati dall’IA, e gli utenti devono dichiarare i contenuti di IA che pubblicano. Rimuovere, alterare o falsificare un’etichetta è vietato. In Cina è illegale sostituire i lavoratori con l’IA? Non in sé, ma licenziare un dipendente perché l’IA ne ha assorbito le mansioni è rischioso. Ad aprile 2026 il Tribunale intermedio del popolo di Hangzhou ha stabilito che una riorganizzazione dovuta all’IA non è un «cambiamento rilevante delle circostanze oggettive» ai sensi della legge sui contratti di lavoro, e che un trasferimento con un taglio dello stipendio del 40% era irragionevole. Il datore di lavoro deve proporre una ricollocazione ragionevole o negoziare un’uscita conforme alla legge. Come si confronta la regolamentazione dell’IA in Cina con l’AI Act? La Cina controlla ogni servizio aperto al pubblico al lancio, con deposito e valutazione di sicurezza, ed etichetta in modo esteso i contenuti sintetici. L’Unione classifica i sistemi per livello di rischio e, dopo il Digital Omnibus, concentra gli obblighi più pesanti sui sistemi ad alto rischio dal 2 dicembre 2027. Le prove si sovrappongono molto: conviene un unico insieme di controlli con due formati di deposito.
Conclusione
La regolamentazione dell’IA in Cina premia chi la tratta come una disciplina operativa e non come un evento giuridico. Le regole cambiano più volte l’anno, arrivano come misure e non come codice, e si applicano con depositi, controlli degli app store e campagne prima che con le multe. Il vero risultato della compliance è il fascicolo di prove, da esibire su richiesta. I prossimi dodici mesi porteranno le bozze della norma sugli agenti, nuovi lotti di depositi e forse un primo progetto di legge sull’IA. Chi collega già ogni servizio agli strumenti applicabili, come nella nostra mappa globale della conformità alle leggi sull’IA, li assorbirà come aggiornamenti del registro, non come nuovi progetti. AI Sigil monitora la regolamentazione dell’IA in Cina insieme all’AI Act e ad altre 26 leggi sull’IA in un’unica libreria di controlli.