Anno in Rassegna: Tendenze del Contenzioso sull’Intelligenza Artificiale e la Privacy nel 2025
Con l’integrazione sempre più profonda dei sistemi di intelligenza artificiale nei prodotti e servizi rivolti ai consumatori nel 2025, i regolatori e i querelanti privati hanno continuato a testare come le leggi esistenti sulla privacy e sulla protezione dei consumatori si applicano alla raccolta, all’uso e alla commercializzazione dei dati personali nello sviluppo e nell’implementazione dell’IA.
Azioni di Protezione dei Consumatori
Nel 2025, le entità governative hanno continuato a scrutinare le pratiche legate ai dati dei modelli di IA e dei prodotti e servizi abilitati dall’IA. Sebbene molte azioni di enforcement non si siano basate esclusivamente su teorie di responsabilità relative alla privacy, riflettono un crescente interesse su come le aziende raccolgono, utilizzano e descrivono i dati in relazione all’IA.
Azioni Statali
Gli avvocati generali statali hanno intensificato il loro focus sui rischi per la privacy e la protezione dei consumatori legati all’IA nel corso del 2025. Ad esempio, una coalizione bipartisan di avvocati generali ha emesso un avviso congiunto ai principali sviluppatori di IA, sottolineando che le aziende sarebbero state ritenute responsabili per i danni derivanti dall’accesso e dall’uso dei dati dei consumatori da parte dei sistemi di IA, in particolare per quanto riguarda i minori.
Azioni Federali
A livello federale, la Commissione Federale del Commercio ha continuato a esercitare la propria autorità in materia di protezione dei consumatori per scrutinare le aziende che sviluppano o implementano strumenti di IA, concentrandosi su affermazioni di marketing ingannevoli o non verificate. La Commissione ha avviato iniziative di enforcement per combattere rappresentazioni false o fuorvianti sulle capacità e i risultati dell’IA.
Azione Privata
I querelanti privati hanno testato teorie di protezione dei consumatori sempre più innovative in casi che contestano lo sviluppo e l’implementazione dell’IA. Un caso ha illustrato come un querelante ha sostenuto che un’azienda avesse sfruttato illegalmente il lavoro cognitivo generato dalle interazioni degli utenti con il proprio sistema di IA, catturando e utilizzando quei dati senza compenso.
Leggi sulla Privacy
Un altro filone del contenzioso sulla privacy legato all’IA nel 2025 ha visto sforzi per estendere le leggi esistenti sulle comunicazioni elettroniche e sulla privacy agli strumenti abilitati dall’IA e alle pratiche di raccolta dei dati. I tribunali sono stati chiamati a determinare se le proibizioni storiche sull’intercettazione non autorizzata, sulla divulgazione o sull’abuso delle informazioni personali possono adattarsi alle tecnologie che sostituiscono o integrano l’interazione umana, raccolgono dati su larga scala e riutilizzano tali dati per lo sviluppo o il miglioramento dei modelli.
Chatbot IA e Statuti sulle Comunicazioni Elettroniche
Alcuni casi hanno testato se i chatbot IA utilizzati in contesti di servizio clienti costituiscano un’intercettazione illegale ai sensi delle leggi sulle comunicazioni elettroniche. Alcuni tribunali hanno mostrato disponibilità a trattare le aziende che forniscono chatbot come “terzi” intercettatori, mentre altri sono stati più scettici riguardo all’applicazione delle leggi alle pratiche di allenamento dell’IA.
Dati di Allenamento dell’IA e Reclami di Violazione della Privacy
Alcuni contenziosi hanno coinvolto l’accusa che le aziende avessero raccolto o riutilizzato dati dei consumatori senza adeguata divulgazione o consenso. I tribunali hanno accolto alcune di queste lamentele, sostenendo che le pratiche invasive e non consensuali di raccolta dati fossero sufficienti a supportare le rivendicazioni di privacy.
Sviluppi Correlati—Azioni Legislative Statali e Tribunali
Nel 2025, le legislature statali hanno concentrato l’attenzione sulla regolamentazione dell’IA, con nuove leggi che affrontano esplicitamente i sistemi di IA. Inoltre, sono state approvate leggi per affrontare le preoccupazioni sulla privacy derivanti dalla diffusione di “deepfake”. Anche i tribunali sono emersi come attori importanti nella governance dell’IA, con regole che richiedono la verifica che gli strumenti IA utilizzati non mantengano o riutilizzino dati riservati.
Le aziende che sviluppano o implementano tecnologie di IA devono continuare a monitorare questo panorama in rapida evoluzione mentre i tribunali, i regolatori e i legislatori affinano i contorni dell’uso dei dati consentito.