Sorveglianza AI e vuoto normativo nell’Asia-Pacifico

AI e Sorveglianza: Il Vuoto di Governance nell’Asia-Pacifico

Con l’entrata in vigore del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI) dell’UE, che introduce un quadro normativo basato sul rischio per la regolamentazione dei sistemi di AI, l’Europa si afferma come il primo attore politico significativo a imporre limiti vincolanti sulla sorveglianza biometrica, comprese le quasi-totali restrizioni sul riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici. Tuttavia, mentre l’Europa avanza nel suo processo di implementazione, la Cina sta esportando silenziosamente le infrastrutture di controllo digitale in tutto l’Asia-Pacifico, una regione che sta assistendo a una rapida espansione delle potenti tecnologie di sorveglianza, ma rimane priva dei quadri normativi necessari per regolarne l’uso.

La Cina è il principale esportatore mondiale di tecnologia di sorveglianza basata su AI. Le sue aziende, come Huawei, Hikvision e ZTE, sono profondamente radicate nei progetti di “città sicure” e “città intelligenti” in tutta Asia sudorientale, Asia centrale, Africa e Medio Oriente. Questi sistemi integrano il riconoscimento facciale, il profiling biometrico e l’analisi video in tempo reale nelle infrastrutture urbane, sotto il vessillo della sicurezza pubblica e dell’efficienza. Tuttavia, la loro architettura consente anche la sorveglianza politica su scala e con una capacità precedentemente inaccessibile a molti governi.

Tecnologie di Sorveglianza e Doppio Uso

Le tecnologie di sorveglianza potenziate dall’AI, in particolare il riconoscimento facciale, sono un esempio classico di tecnologie a doppio uso. A differenza dell’UE, dove tali capacità sono ora soggette a vincoli legali, l’Asia-Pacifico manca di regole complete che governino il dispiegamento della sorveglianza biometrica negli spazi pubblici. Mentre democrazie come Giappone, Corea del Sud e Australia iniziano a esplorare l’etica dell’AI e la classificazione del rischio, questi sforzi rimangono ancora nelle fasi iniziali. Nella maggior parte dell’Asia sudorientale, le infrastrutture di sorveglianza stanno rapidamente espandendosi, in particolare attraverso partnership con aziende tecnologiche cinesi, in contesti in cui i controlli istituzionali sono deboli e la consultazione pubblica è minima.

Il Modello Cinese e la Diffusione delle Normative

Il modello di sorveglianza cinese è particolarmente evidente nel Xinjian, dove il governo ha costruito uno dei regimi di sorveglianza più estesi al mondo per monitorare e reprimere la minoranza uyghura. Elementi di questo modello vengono ora esportati globalmente attraverso la Via della Seta Digitale della Cina. Questa diffusione delle tecnologie di sorveglianza non è solo una questione commerciale; si tratta di strumenti potenti per la diffusione di norme e pratiche che possono consolidare il controllo politico.

Il Gap di Governance nell’Asia-Pacifico

Questo gap di governance non è accidentale. Riflette una profonda asimmetria: mentre l’Europa scrive regole sull’AI, la Cina costruisce i sistemi di sorveglianza. L’UE investe nella leadership normativa attraverso la regolamentazione; la Cina nell’innovazione tecnologica e nell’allineamento geopolitico. La partecipazione di Huawei nella costruzione di reti di sorveglianza in paesi come Serbia, Kenya, Pakistan e Laos è un esempio chiave di come queste infrastrutture possano diventare sistemi a lungo termine, difficili da sostituire e facili da riproporre.

Molti dei sistemi politici della regione Asia-Pacifico sono semi-autoritari o ibridi, dove gli strumenti di sorveglianza possono essere utilizzati con poca supervisione pubblica. Anche in democrazie più consolidate, attualmente non esiste una visione condivisa su come regolare i sistemi AI ad alto rischio come il riconoscimento facciale.

La Necessità di un Dialogo Regionale

Non si tratta di adottare il modello dell’UE in modo acritico; i contesti politici, economici e legali dell’Asia-Pacifico sono distinti. Tuttavia, esiste una necessità urgente di dialogo e coordinamento regionale sulla governance della sorveglianza AI. Stati membri di ASEAN, APEC e Quad dovrebbero assumere ruoli di leadership nella definizione di principi per la trasparenza, la responsabilità e la protezione dei diritti umani nell’impiego di strumenti di sorveglianza biometrica e basati su AI.

Se l’Asia-Pacifico non inizia a definire quali siano le pratiche di sorveglianza AI accettabili, si rischia di trovarsi a dover accettare normative stabilite altrove, non in base a regolamenti o supervisione pubblica, ma in base a sistemi tecnici, impostazioni software e contratti di approvvigionamento.

More Insights

Responsabilità nell’Intelligenza Artificiale: Un Imperativo Ineludibile

Le aziende sono consapevoli della necessità di un'IA responsabile, ma molte la trattano come un pensiero secondario. È fondamentale integrare pratiche di dati affidabili sin dall'inizio per evitare...

Il nuovo modello di governance dell’IA contro il Shadow IT

Gli strumenti di intelligenza artificiale (IA) si stanno diffondendo rapidamente nei luoghi di lavoro, trasformando il modo in cui vengono svolti i compiti quotidiani. Le organizzazioni devono...

Piani dell’UE per un rinvio delle regole sull’IA

L'Unione Europea sta pianificando di ritardare l'applicazione delle normative sui rischi elevati nell'AI Act fino alla fine del 2027, per dare alle aziende più tempo per adattarsi. Questo cambiamento...

Resistenza e opportunità: il dibattito sul GAIN AI Act e le restrizioni all’export di Nvidia

La Casa Bianca si oppone al GAIN AI Act mentre si discute sulle restrizioni all'esportazione di chip AI di Nvidia verso la Cina. Questo dibattito mette in evidenza la crescente competizione politica...

Ritardi normativi e opportunità nel settore medtech europeo

Un panel di esperti ha sollevato preoccupazioni riguardo alla recente approvazione dell'AI Act dell'UE, affermando che rappresenta un onere significativo per i nuovi prodotti medtech e potrebbe...

Innovazione Etica: Accelerare il Futuro dell’AI

Le imprese stanno correndo per innovare con l'intelligenza artificiale, ma spesso senza le dovute garanzie. Quando privacy e conformità sono integrate nel processo di sviluppo tecnologico, le aziende...

Rischi nascosti dell’IA nella selezione del personale

L'intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui i datori di lavoro reclutano e valutano i talenti, ma introduce anche significativi rischi legali sotto le leggi federali contro la...

L’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione australiana: opportunità e sfide

Il governo federale australiano potrebbe "esplorare" l'uso di programmi di intelligenza artificiale per redigere documenti sensibili del gabinetto, nonostante le preoccupazioni riguardo ai rischi di...

Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale: Innovare con Responsabilità

L'Unione Europea ha introdotto la Regolamentazione Europea sull'Intelligenza Artificiale, diventando la prima regione al mondo a stabilire regole chiare e vincolanti per lo sviluppo e l'uso dell'IA...