Un passo importante verso la revisione della normativa sull’intelligenza artificiale
Nel 2024 è stata introdotta una legge completa che regola l’uso dell’intelligenza artificiale, con data di entrata in vigore prevista per il 30 giugno 2026. Con l’approssimarsi di tale scadenza, un gruppo di lavoro ha proposto un nuovo quadro normativo che potrebbe sostituire gran parte della normativa originale e posticipare la data di applicazione al 1° gennaio 2027.
Principali cambiamenti proposti
Riduzione degli obblighi per i datori di lavoro
La proposta elimina diversi obblighi gravosi, tra cui la necessità di implementare programmi di gestione del rischio, condurre valutazioni d’impatto, revisioni annuali e segnalare discriminazioni algoritmiche.
Nuove regole per gli strumenti di decisione automatizzata
Il nuovo quadro si concentra su strumenti di decisione automatizzata (ADMT) che influenzano decisioni conseguenti nei settori occupazionali, richiedendo trasparenza e avvisi specifici. Gli ADMT considerati “coperti” devono avere un impatto non trascurabile sulla decisione e non includono usi incidentali o triviali, come correttori ortografici o calcolatrici.
Obblighi di comunicazione
Chi utilizza ADMT coperti dovrà fornire un avviso preliminare sull’uso di tali strumenti e spiegare come ottenere ulteriori informazioni. In caso di decisione avversa, sarà necessario inviare una comunicazione entro 30 giorni contenente una descrizione chiara della decisione, dettagli sull’ADMT, istruzioni per richiedere dati personali e la possibilità di una revisione umana.
Applicazione e sanzioni
L’applicazione della legge rimarrà di competenza dell’autorità legale preposta, che dovrà notificare per iscritto eventuali violazioni e concedere un periodo di 90 giorni per la correzione. Se la violazione viene rimossa entro tale periodo, non saranno previste sanzioni civili per quella specifica infrazione.
Conclusioni
La proposta rappresenta un passo significativo verso una regolamentazione più snella dell’intelligenza artificiale, riducendo gli oneri per le imprese pur mantenendo requisiti di trasparenza. Fino a quando la normativa originale rimarrà in vigore, le organizzazioni dovrebbero continuare a prepararsi per la conformità entro il 30 giugno 2026, monitorando al contempo gli sviluppi della proposta.