Proposta di regolamentazione in Colorado per tutelare l’IA dalle denunce riguardanti la pratica non autorizzata della legge
Utilizzare l’intelligenza artificiale per assistenza legale costituisce una pratica non autorizzata della legge? Gli avvocati in Colorado affermano di no e adottano approcci innovativi per proteggere gli sviluppatori di strumenti IA che mirano ad ampliare l’accesso ai servizi legali.
Nel mese di settembre, l’ufficio del consiglio di regolamentazione degli avvocati del Colorado ha adottato una politica di “non perseguimento” senza precedenti, che de-prioritizza la perseguibilità per la pratica non autorizzata della legge (UPL) degli sviluppatori di strumenti tecnologici di assistenza legale.
Secondo il consiglio di regolamentazione degli avvocati, la politica riconosce che gli sviluppatori sono spesso non avvocati, ma possono comunque fornire assistenza legale fondamentale a membri del pubblico a basso e medio reddito.
La sottocommissione ha quindi concentrato la propria attenzione sulla politica di non perseguimento, che sarà in vigore inizialmente per tre anni, permettendo allo stato di valutare se essa favorisca l’innovazione e avvantaggi i consumatori che desiderano utilizzare l’IA per orientamenti legali.
Obiettivi della Politica
La politica include salvaguardie specifiche, come la supervisione da parte di avvocati e la chiara comunicazione che gli sviluppatori non sono avvocati. Essa è progettata per aiutare gli individui che si rappresentano da soli e cercano di risolvere dispute, ad esempio con un locatore o una compagnia di assicurazione.
Un esempio citato è una piattaforma che utilizza l’IA per assistere le persone nella rappresentanza legale in tribunale, che ha già aiutato decine di migliaia di utenti.
Chiarezza per gli Sviluppatori di Strumenti Legali
Il direttore dei servizi legali ha sottolineato che la politica del Colorado può fornire chiarezza agli sviluppatori di strumenti che già servono con successo le persone con necessità legali.
Un approccio simile è stato adottato in Texas, dove la legislatura ha modificato una norma per escludere il software dalla definizione di pratica non autorizzata della legge, a condizione che i prodotti chiariscano che non sono un sostituto per un avvocato.
Implicazioni e Rischi
Secondo esperti, è fondamentale chiarire che l’IA non deve essere considerata pratica non autorizzata della legge. La “consulenza legale” deve essere fornita da avvocati, mentre “informazioni legali” possono essere fornite da chiunque. Ciò rimuoverebbe l’incertezza per gli imprenditori e consentirebbe loro di operare senza timori di azioni regolatorie.
Si suggerisce che gli stati possano adottare leggi che esentano chiaramente software o app che offrono assistenza legale dalla perseguibilità UPL, includendo anche requisiti come informare i clienti che i servizi non sono riservati e non costituiscono una relazione avvocato-cliente.
Conclusione
Le iniziative in Colorado e in Texas rappresentano passi significativi verso un’evoluzione della pratica legale nell’era digitale. Queste politiche possono creare un ambiente più favorevole per l’innovazione tecnologica, ampliando l’accesso ai servizi legali e contribuendo a colmare il divario della giustizia.