Critiche al Progetto di Divieto di Regolamentazione Statale sull’AI
Il capo scienziato di Microsoft ha espresso forti critiche nei confronti della proposta di Donald Trump di vietare la regolamentazione statale sull’intelligenza artificiale (AI), sostenendo che tali restrizioni potrebbero effettivamente rallentare lo sviluppo dell’AI anziché accelerarlo.
Le Preoccupazioni di Dr. Eric Horvitz
Dr. Eric Horvitz, che in precedenza ha servito come consulente tecnologico per Joe Biden, ritiene che il divieto di regolamentazione potrebbe “trattarci indietro” e ostacolare i progressi reali sia nella scienza dell’AI che nella sua applicazione pratica.
Queste dichiarazioni arrivano mentre l’amministrazione Trump propone un divieto di dieci anni che impedirebbe agli stati americani di creare leggi che limitino o regolino i modelli AI, i sistemi AI o gli strumenti di decisione automatizzati.
Motivazioni del Divieto
Il divieto proposto deriva dalle preoccupazioni della Casa Bianca che la Cina possa vincere la corsa allo sviluppo dell’AI a livello umano. Investitori tecnologici come Andreessen Horowitz, un sostenitore di Facebook, stanno spingendo per questa misura.
Essi sostengono che le applicazioni per i consumatori dovrebbero essere regolamentate, piuttosto che gli sforzi di ricerca. Marc Andreessen, co-fondatore della società e donatore di Trump, ha recentemente descritto la situazione come una “corsa a due cavalli per la supremazia dell’AI” tra gli Stati Uniti e la Cina.
Il Conflitto tra JD Vance e Microsoft
Il Vicepresidente JD Vance ha avvertito che se l’America rallenta lo sviluppo dell’AI mentre la Cina continua a pieno ritmo, gli Stati Uniti potrebbero trovarsi “schiavizzati all’AI mediata dalla Cina”.
Tuttavia, Horvitz ha una visione diversa. È già preoccupato per l’uso dell’AI nella diffusione di disinformazione e persuasione inappropriata, oltre al suo potenziale utilizzo in attività dannose, in particolare nel settore dei rischi biologici.
Comunicazione e Regolamentazione
Parlando a un incontro dell’Associazione per il Progresso dell’Intelligenza Artificiale, Horvitz ha sottolineato che gli scienziati devono comunicare con le agenzie governative sul perché evitare completamente la regolamentazione sarebbe controproducente.
“Linee guida, regolamentazione… i controlli di affidabilità fanno parte dell’avanzamento del campo, accelerando in molti modi il progresso”, ha spiegato Horvitz.
Contraddizione e Lobbying
La sua posizione crea una contraddizione interessante, considerando che Microsoft è parte di uno sforzo di lobbying della Silicon Valley insieme a Google, Meta e Amazon per sostenere il divieto di regolamentazione statale di Trump.
Secondo il Financial Times, Microsoft sta partecipando a una spinta di lobbying per esortare il Senato degli Stati Uniti ad approvare il moratorio decennale sulla legislazione statale in materia di AI. Questo divieto è incluso nel budget di Trump, che desidera venga approvato entro il Giorno dell’Indipendenza, il 4 luglio.
Il Futuro della Regolamentazione dell’AI
Il dibattito riflette le crescenti preoccupazioni riguardo allo sviluppo non regolato dell’AI e ai potenziali rischi catastrofici per l’umanità. Alcuni critici temono che le aziende stiano dando priorità ai profitti a breve termine rispetto alle considerazioni sulla sicurezza.
Rischi Catastrofici e Regolamentazione Necessaria
Stuart Russell, professore di informatica all’UC Berkeley, ha sollevato domande ancora più allarmanti. “Perché dovremmo deliberatamente consentire il rilascio di una tecnologia che persino i suoi creatori dicono avere una probabilità del 10% al 30% di causare l’estinzione umana?” ha chiesto. “Non accetteremmo mai un livello di rischio simile per qualsiasi altra tecnologia.”
Le scommesse in questo dibattito sono enormi. Microsoft ha investito 14 miliardi di dollari in OpenAI, la società dietro ChatGPT. Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha recentemente fatto previsioni audaci sul futuro, suggerendo che entro cinque o dieci anni vedremo “grandi robot umani” camminare per le strade svolgendo vari compiti.
Conclusione
Il tempismo di questo dibattito è cruciale mentre il Congresso considera il budget di Trump. L’esito potrebbe determinare se gli stati individuali manterranno la capacità di regolare lo sviluppo dell’AI all’interno dei loro confini o se tali decisioni rimarranno esclusivamente a livello federale per il prossimo decennio.
Microsoft ha rifiutato di commentare l’apparente contraddizione tra la posizione pubblica del loro capo scienziato e i loro sforzi di lobbying, lasciando senza risposta le domande sulla vera posizione dell’azienda sulla regolamentazione dell’AI.