Il Privilegio Avvocato-Cliente e il Lavoro Prodotto nell’Era dell’IA: Decisioni Divergenti nei Distretti Orientali del Michigan e del Sud di New York
Introduzione
I tribunali si trovano sempre più spesso a decidere se le informazioni condivise dai litigator con i servizi di intelligenza artificiale (IA) pubblica e i risultati generati dall’IA possano godere del privilegio avvocato-cliente o essere protetti dalla dottrina del lavoro prodotto. Due recenti decisioni dei Distretti Orientali del Michigan e del Sud di New York hanno raggiunto conclusioni opposte su questo tema, evidenziando la necessità per litigator ed aziende di prestare attenzione per evitare di rinunciare potenzialmente a tali protezioni attraverso l’uso dei servizi di IA.
Decisioni dei Tribunali
Nel caso del Distretto Orientale del Michigan, il tribunale ha stabilito che la dottrina del lavoro prodotto proteggeva i materiali generati da un querelante pro se utilizzando un servizio di IA pubblico. Il querelante ha utilizzato il servizio di IA per caricare documenti di caso, redigere atti e rispondere a domande legali. Il tribunale ha considerato i materiali di IA come analisi interne e impressioni mentali del querelante, concludendo che l’uso del servizio di IA non aveva rinunciato alle protezioni del lavoro prodotto.
In contrasto, nel caso del Distretto del Sud di New York, il tribunale ha stabilito che un imputato con assistenza legale non può rivendicare il privilegio su scambi di chat tra lui e un servizio di IA pubblico riguardanti un’indagine penale in corso. Anche se l’imputato aveva inserito informazioni ricevute dal suo avvocato e aveva condiviso i risultati generati dall’IA con i suoi avvocati, il tribunale ha ritenuto che l’imputato avesse rinunciato al privilegio avvocato-cliente rivelando tali informazioni a un fornitore di IA terzo, le cui condizioni prevedevano esplicitamente che i materiali inviati non fossero riservati.
Implicazioni e Rischi
Queste opinioni segnalano un nuovo campo di potenziali rinunce al privilegio nell’era dell’IA. Man mano che le persone si abituano a porre domande importanti agli strumenti di IA, ci sarà la tentazione di utilizzare l’IA per comprendere i rischi legali. Tuttavia, cedere a tale tentazione rischia di produrre documenti non privilegiati e scopribili.
Per affrontare questi rischi, le aziende e i loro legali dovrebbero considerare le seguenti buone pratiche:
- Rivedere le politiche legali e di conformità per vietare ai dipendenti di porre domande legali a strumenti di IA senza approvazione.
- Integrare nei programmi di formazione contenuti che insegnino a non inserire informazioni sensibili negli input per l’IA.
- Informare il personale chiave sull’importanza di non utilizzare strumenti di IA durante le indagini legali.
- Avvisare i clienti di non utilizzare strumenti di IA per input di domande legali o strategie prima di discuterne con il legale.
- Assicurarsi che l’uso degli strumenti di IA sia gestito attraverso il legale interno o esterno e riservato a strumenti che garantiscano forti protezioni di riservatezza.
- Se contenuti non privilegiati sono creati per errore, è importante non condividerli ulteriormente e informare prontamente il legale.
Conclusione
Questa analisi fornisce una guida generale su come prepararsi alle nuove sfide che la tecnologia IA porta nella scoperta in ambito civile e penale.