IP Hot Topic: Privilegio Preservato: OpenAI Evita la Divulgazione Forzata delle Comunicazioni Legali in una Grande Contesa sul Diritto d’Autore
In una sentenza con importanti implicazioni per le aziende di intelligenza artificiale che affrontano controversie sul diritto d’autore, un giudice federale in un’azione legale contro OpenAI ha tracciato una linea netta tra la negazione di comportamenti illeciti e la scoperta di consulenze legali privilegiate.
Contesto
Nel aprile 2025, un pannello giudiziario degli Stati Uniti per le controversie multidistrettuali ha centralizzato dodici azioni per violazione del diritto d’autore contro OpenAI e Microsoft in un unico MDL nel distretto meridionale di New York. I casi derivano da accuse secondo cui i convenuti hanno utilizzato opere protette da copyright, inclusi libri e articoli, senza consenso per addestrare i loro modelli linguistici di grandi dimensioni.
Prima dell’inizio della contesa, OpenAI aveva eliminato i suoi dataset di addestramento “Books1” e “Books2”, creati da libri piratati scaricati da una piattaforma di condivisione. OpenAI ha dichiarato che la ragione per l’eliminazione era il “non utilizzo” di questi dataset. Quando i querelanti hanno richiesto la scoperta riguardo ai motivi di tale eliminazione, OpenAI ha invocato il privilegio legale.
Sentenza del Giudice Magistrato di Novembre 2025
Il 24 novembre 2025, il Giudice Magistrato ha stabilito che OpenAI aveva rinunciato al privilegio legale sulle comunicazioni relative all’eliminazione dei suoi dataset. Ha basato la rinuncia su tre motivi principali: (1) OpenAI aveva divulgato volontariamente un motivo privilegiato per l’eliminazione; (2) aveva reso le sue affermazioni sul privilegio una “meta mobile”; (3) aveva messo in discussione la propria buona fede negando le accuse di violazione intenzionale. Il Giudice non ha ritenuto applicabile l’eccezione crimine-frode e ha ordinato la produzione delle comunicazioni e deposizioni degli avvocati interni di OpenAI.
Ordine del Giudice di Febbraio 2026
Il 6 febbraio 2026, il Giudice ha accolto l’obiezione di OpenAI annullando integralmente l’ordine del giudice magistrato, ritenendo che le basi per la rinuncia fossero “chiaramente errate” o “contrarie alla legge”.
Non è avvenuta alcuna divulgazione di materiale privilegiato. Le dichiarazioni di OpenAI secondo cui i dataset erano stati eliminati “a causa del non utilizzo” non contenevano consigli legali e quindi non hanno causato rinuncia.
Il tribunale ha inoltre stabilito che non c’era una “meta mobile”: OpenAI ha mantenuto con coerenza che le comunicazioni legali relative all’eliminazione erano privilegiate. Le formulazioni “imprecise” non sono state considerate una ristrutturazione deliberata delle affermazioni di privilegio.
Il Giudice ha respinto la nozione di rinuncia “in discussione” poiché la semplice negazione di una violazione intenzionale non equivale a una rinuncia basata sulla discussione di consigli privilegiati a supporto della difesa.
Infine, l’eccezione crimine-frode è stata rigettata perché i querelanti non hanno mostrato prove probabili che le comunicazioni privilegiate fossero state usate per facilitare o nascondere una violazione del diritto d’autore.
Conclusioni Chiave
- La divulgazione di fatti non comporta la rinuncia al privilegio sulle comunicazioni legali correlate. Una parte può descrivere le proprie azioni senza perdere il privilegio su comunicazioni che spiegano le motivazioni.
- Negare la volontarietà non equivale ad affermare la buona fede. Le aziende AI possono contestare la violazione intenzionale senza rinunciare al privilegio “in discussione”, purché non introducano prove sulla loro convinzione soggettiva di legalità.
- È importante mantenere precisione nelle affermazioni di privilegio. Il tribunale ha evidenziato formulazioni “imprecise” e istruzioni improprie durante le deposizioni. La chiarezza e coerenza fin dall’inizio sono fondamentali.
- La strategia della divulgazione volontaria comporta rischi elevati nelle controversie sul copyright AI. I danni statutari variano da 200 $ per violazione innocente a 150.000 $ per violazione volontaria. La distinzione tra negazione e difesa affermativa ha conseguenze reali sul privilegio e sull’esposizione legale.