L’Intelligenza Artificiale e il Diritto: Rischi per la Giustizia

Come i Sistemi di Intelligenza Artificiale Minacciano di Erodere lo Stato di Diritto

I sistemi di intelligenza artificiale (IA) stanno creando nuovi danni sociali che compromettono l’indipendenza giudiziaria, manipolano la formazione dell’opinione politica e erodono lo stato di diritto attraverso l’opacità algoritmica e la mancanza di salvaguardie legali adeguate.

Questioni Critiche per il Stato di Diritto

Una questione pressante è se e come i danni sociali novativi causati dai sistemi di IA siano adeguatamente affrontati nel contesto delle categorie legali e della legislazione esistenti. Questo articolo si concentra sui rischi e sui danni riguardanti lo stato di diritto, evidenziando tre questioni attraverso le disposizioni pertinenti della Convenzione Quadro del Consiglio d’Europa sull’IA, i Diritti Umani, la Democrazia e lo Stato di Diritto, conclusa il 5 settembre 2024.

Protezione dei Diritti Umani e dei Processi Democratici

Un valore aggiunto della Convenzione Quadro sta nella protezione non solo dei diritti umani, ma anche dei processi democratici e dello stato di diritto nel contesto dell’IA. L’Articolo 4 si concentra sui diritti umani, mentre l’Articolo 5(1) sottolinea l’obbligo degli stati di adottare misure affinché i sistemi di IA non siano utilizzati per compromettere l’integrità dei processi democratici e dello stato di diritto.

Questa Convenzione mira a coprire rischi e danni di grande scala e natura sistematica che erodono i processi democratici e lo stato di diritto. Elementi intrinseci allo stato di diritto, come l’integrità e l’efficacia delle istituzioni democratiche, la separazione dei poteri e l’accesso alla giustizia, sono al centro di questa discussione.

Problematiche dell’Opacità Algoritmica

L’opacità algoritmica ostacola l’accesso alla giustizia e il diritto a un rimedio efficace. La capacità dei tribunali di esercitare il controllo giudiziario è messa a rischio. I sistemi di IA sviluppati privatamente e utilizzati nel settore pubblico sono spesso protetti da restrizioni contrattuali e di proprietà intellettuale.

Il caso Loomis illustra queste preoccupazioni, dove la Corte Suprema del Wisconsin ha minimizzato il reclamo secondo cui la natura proprietaria di uno strumento di valutazione predittiva ostacolava la contestazione dell’accuratezza delle valutazioni. Domande di controllo giudiziario sono emerse anche nel caso SyRI, dove il tribunale ha riconosciuto che l’assenza di informazioni pertinenti su un sistema di IA utilizzato per prevedere frodi nel welfare sociale impediva di rispondere a questioni legali fondamentali.

Libertà di Formazione delle Opinioni e Processi Democratici

L’Articolo 5(2) della Convenzione Quadro collega concretamente la capacità di un individuo di formare liberamente opinioni ai processi democratici. Le tecniche manipolative, come la diffusione di contenuti fuorvianti, possono alterare in modo significativo l’opinione pubblica.

I recenti eventi, come le elezioni presidenziali annullate in Romania e le campagne di disinformazione sui social media, evidenziano i rischi per i processi elettorali. Elementi come il pluralismo politico e l’integrità delle informazioni sono cruciali per garantire un ambiente democratico sano.

Inoltre, alcuni sistemi di IA che influenzano significativamente la capacità degli individui di formare opinioni liberamente potrebbero essere incompatibili con la legislazione sui diritti umani e lo stato di diritto. L’Articolo 5 della Legge UE sull’IA, ad esempio, vieta i sistemi di IA che manipolano e sfruttano le vulnerabilità umane.

In conclusione, l’integrazione dell’IA nelle istituzioni democratiche richiede un’attenta considerazione delle implicazioni legali e etiche, per garantire che i diritti fondamentali e i processi democratici siano protetti in un’era di rapida innovazione tecnologica.

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