Linee guida dell’UE sull’IA: Critiche e Controversie

Linee guida dell’UE sull’uso dell’IA accolte con massive critiche

Con la pubblicazione del Codice di Condotta sull’uso dell’IA come supplemento all’Atto sull’IA dell’UE, le critiche sono arrivate da ogni parte, con la scadenza per l’applicazione delle norme a due settimane di distanza.

Il Codice di Pratica per l’IA Generale (GPAI) rappresenta il primo tentativo dell’UE di regolamentare l’IA generale, progettato per semplificare la conformità all’Atto sull’IA dell’UE. Le linee guida entreranno in vigore il 2 agosto 2025, con l’intenzione di essere applicate concretamente a partire dal 2026. Tuttavia, queste linee guida non sono esenti da controversie e sono state criticate da gruppi di lobby, CEO, CIO e ONG.

Il Codice di Pratica

Il Codice di Pratica è suddiviso in tre capitoli: Trasparenza, Copyright, e Sicurezza e Protezione.

– Il capitolo di Trasparenza fornisce un modello intuitivo per la documentazione, permettendo ai fornitori di documentare facilmente le informazioni necessarie per rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dall’Atto sull’IA (Articolo 53).

– Il capitolo di Copyright offre soluzioni pratiche per conformarsi agli obblighi di sviluppo di una strategia per rispettare le leggi sul copyright dell’UE (Articolo 53).

– La sezione di Sicurezza e Protezione delinea pratiche all’avanguardia per affrontare i rischi sistemici, ovvero i rischi posti dai modelli di IA più avanzati, applicabile solo ai fornitori di modelli di IA generali con rischi sistemici (Articolo 55).

Critiche da Bitkom

L’associazione digitale tedesca Bitkom ha assunto un tono relativamente diplomatico nelle sue critiche al Codice di Pratica GPAI, vedendolo come un’opportunità per creare certezza legale per lo sviluppo dell’IA in Europa. Tuttavia, ha espresso preoccupazioni riguardo a requisiti di audit molto complessi e vaghi.

Susanne Dehmel, membro del consiglio di amministrazione di Bitkom, ha avvertito che “il Codice di Pratica non deve diventare un freno per la posizione dell’Europa nell’IA”. Dehmel ha sottolineato che per essere implementato con successo, è necessario semplificare i requisiti burocratici.

Cosa dicono i CEO dell’UE

Più di 45 dirigenti di alto livello hanno inviato una chiara comunicazione all’UE, avvertendo che la complessità della regolamentazione dell’IA rischia di compromettere la competitività europea. Chiedono un rinvio di due anni per l’implementazione dell’Atto sull’IA.

Il documento è stato avviato dal gruppo di lobby EU AI Champions Initiative, che rappresenta circa 110 aziende dell’UE, tra cui nomi di spicco come Mercedes-Benz, Lufthansa e Airbus.

SAP e Siemens chiedono un nuovo Atto sull’IA

I CEO di Siemens e SAP hanno ritenuto che le critiche non fossero sufficienti, chiedendo una revisione fondamentale dell’Atto sull’IA dell’UE per promuovere l’innovazione piuttosto che ostacolarla.

Prospettiva delle ONG

La ONG The Future Society ha espresso preoccupazioni riguardo al fatto che i fornitori tecnologici statunitensi siano riusciti a indebolire punti chiave durante le sessioni chiuse di revisione.

Quattro punti di critica

La ONG ha evidenziato quattro principali criticità:

  • Ufficio dell’IA riceve informazioni cruciali solo dopo il lancio del prodotto sul mercato.
  • Non è prevista una protezione efficace per i whistleblower.
  • Non ci sono piani obbligatori per scenari di emergenza.
  • I fornitori hanno un ampio potere decisionale nella gestione dei rischi.

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