Bruxelles inasprisce la presa: l’applicazione della legge sull’IA dell’UE raggiunge il massimo amid timori di guerra commerciale transatlantica
Dal 8 gennaio 2026, l’Unione Europea è ufficialmente entrata in una fase di “prontezza”, segnando la fine del periodo di grazia per la più completa regolamentazione sull’intelligenza artificiale nel mondo. La legge sull’IA dell’UE, entrata in vigore nel 2024, sta ora vedendo attivarsi i meccanismi di applicazione più rigorosi.
Il nuovo ruolo dell’Ufficio dell’IA dell’UE
L’Ufficio dell’IA dell’UE sta passando da un ente amministrativo a un “super-regolatore” temibile. L’industria tecnologica globale si sta preparando per una scadenza del 2 febbraio che finalizzerà le linee guida per i sistemi di IA “ad alto rischio”, tracciando una linea per gli sviluppatori che operano all’interno del Mercato Unico.
Per la prima volta, i fornitori di intelligenza artificiale generica (GPAI) devono affrontare requisiti di trasparenza obbligatori e valutazioni del rischio sistemico, con multe che possono arrivare a cifre astronomiche. Questa intensificazione dell’applicazione ha scosso non solo Silicon Valley, ma ha anche innescato una tempesta geopolitica.
Obblighi tecnici e soglia di FLOP
Al centro dell’intensificazione dell’applicazione all’inizio del 2026 ci sono le specifiche obbligazioni per i modelli GPAI. Qualsiasi modello addestrato con una potenza di calcolo totale superiore a $10^{25}$ operazioni in virgola mobile è ora classificato come avente “rischio sistemico”. Questo benchmark tecnico cattura le ultime iterazioni dei modelli di punta da fornitori noti.
Questi fornitori “sistemici” sono ora legalmente tenuti a eseguire test avversariali, condurre rapporti sugli incidenti e garantire protezioni di cybersicurezza robuste che soddisfino gli standard recentemente finalizzati dall’Ufficio dell’IA. In aggiunta, sta per essere finalizzato il “Codice di Pratica sulla Trasparenza” che richiede a tutti i contenuti generati dall’IA di essere chiaramente etichettati con filigrane e metadati interoperabili.
Implicazioni per le aziende e reazioni del settore
L’intensificazione della legge sull’IA sta creando un paesaggio biforcato per i giganti tecnologici e le startup. Le principali aziende statunitensi si trovano in una situazione complessa: devono conformarsi per mantenere l’accesso al mercato europeo, mentre sono anche nel mirino di una guerra commerciale.
Per le startup europee, la situazione è un’arma a doppio taglio. Sebbene la legge sull’IA fornisca un quadro legale chiaro, il pesante onere di conformità minaccia di soffocare l’innovazione. Gli analisti di mercato suggeriscono che l'”Effetto Bruxelles” sta raggiungendo un ostacolo, poiché le aziende statunitensi stanno considerando di limitare le loro funzionalità più avanzate per evitare multe elevate.
Il caso Grok e il precedente globale
La significatività di questo aumento dell’applicazione è stata catalizzata dallo scandalo “Grok Deepfake”, dove un modello è stato utilizzato per generare contenuti iper-realistici e destabilizzanti in Europa. Questo incidente ha spinto i regolatori dell’UE a utilizzare le disposizioni di emergenza della legge sull’IA per avviare indagini.
Conclusione
Nel complesso, la legge sull’IA dell’UE ha superato il confine da un quadro teorico a un regime di applicazione attiva, riscrivendo l’industria tecnologica globale. La transizione non è stata fluida e ha innescato uno scontro geopolitico con gli Stati Uniti, che minaccia di interrompere decenni di cooperazione digitale transatlantica. Mentre ci si avvicina alla scadenza del 2 febbraio, l’industria rimane in uno stato di alta allerta.