Intelligenza Artificiale e Privilegio Legale: Lezioni dai Casi Heppner e Warner

AI e Privilegio Legale: Lezioni dalle Sentenze Heppner e Warner negli Stati Uniti

Recenti decisioni dei tribunali federali statunitensi hanno prodotto risultati sorprendenti riguardo alla protezione dei materiali generati utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, in base al privilegio o alla dottrina del lavoro prodotto. Entrambi i casi hanno coinvolto individui o organizzazioni che si affidavano a piattaforme AI consumer, piuttosto che a consulenti legali, per sviluppare strategie di contenzioso o preparare materiali legali. Queste sentenze evidenziano un paesaggio legale emergente e instabile in cui le organizzazioni non possono presumere che le interazioni con l’IA siano trattate come riservate o privilegiate.

Contesto

Heppner: L’Uso dell’AI crea rischi per il privilegio

Nel caso United States v. Heppner, il giudice ha stabilito che i documenti generati da un imputato criminale utilizzando uno strumento AI consumer non erano protetti da privilegio o dottrina del lavoro prodotto. L’imputato, un ex CEO accusato di frode, aveva utilizzato la piattaforma AI per organizzare informazioni e sviluppare strategie di difesa dopo aver ricevuto citazioni di grande giuria. Quando gli agenti governativi hanno eseguito un mandato di perquisizione e sequestrato questi documenti, il tribunale ha ordinato la loro divulgazione, affermando che la “novità” dell’AI non significa che il suo uso non sia soggetto a principi legali consolidati.

Il tribunale ha osservato che il privilegio avvocato-cliente si applica a comunicazioni tra un cliente e il proprio avvocato, che sono destinate a essere mantenute riservate e fatte per ottenere o fornire consulenza legale. I documenti AI in questione mancavano almeno di due, se non di tutti e tre, di questi elementi.

Il giudice ha ragionato sul fatto che i documenti AI non erano riservati, non solo perché l’imputato comunicava con una piattaforma AI terza, ma anche a causa della politica sulla privacy scritta della piattaforma, che affermava esplicitamente che raccoglie e utilizza tali dati per i propri scopi e si riserva il diritto di divulgare tali dati a vari “terzi”.

La Sentenza Warner: Un approccio contrapposto

Quasi contemporaneamente alla sentenza Heppner, un tribunale federale del Michigan ha raggiunto una conclusione in potenziale tensione con Heppner riguardo alla protezione dei materiali generati dall’AI. Nel caso Warner v. Gilbarco, Inc., il tribunale ha negato la richiesta di produzione di tutti i documenti riguardanti l’uso da parte dell’attore di strumenti AI di terzi, enfatizzando che l’attore, che si era rappresentato da solo, aveva diritto a protezione sotto la “dottrina del lavoro prodotto”.

Il tribunale ha ragionato che l’uso di strumenti AI per preparare materiali legali è analogo alle attività tradizionalmente protette dal lavoro prodotto. Ha criticato l’argomento secondo cui l’uso di AI generativa comporterebbe una rinuncia alla protezione del lavoro prodotto, affermando che tali strumenti sono strumenti e non persone, anche se possono avere amministratori.

Implicazioni e Rischi

Le due decisioni evidenziano che i tribunali non stanno affrontando uniformemente le questioni di privilegio relative all’AI. Diversi fattori spiegano questa divergenza:

  • La natura dell’AI stessa.
  • Le aspettative di riservatezza.
  • Lo stato di rappresentanza nel lavoro prodotto.
  • Orientamento politico.

Conclusione

Le sentenze Heppner e Warner offrono importanti insegnamenti per le organizzazioni che navigano nel panorama legale in evoluzione dell’AI generativa. Sebbene la dottrina del privilegio canadese differisca in alcuni aspetti dal diritto statunitense, i principi fondamentali di riservatezza e i requisiti per il privilegio sono sostanzialmente simili. Le organizzazioni canadesi dovrebbero adottare un approccio conservativo all’uso dell’AI, assumendo che le interazioni con l’AI possano essere scoperti.

Per mitigare i rischi e massimizzare la probabilità di protezioni di privilegio e riservatezza, le organizzazioni dovrebbero stabilire politiche interne sull’AI, fornire strumenti di AI a livello aziendale con garanzie di riservatezza e richiedere la supervisione legale nell’uso di AI per compiti legali.

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