Governance prima, tecnologia dopo, nella silenziosa diplomazia AI del Giappone in Asia Centrale
Il Giappone ha introdotto il concetto di “diplomazia della Via della Seta” nel 1997 per descrivere il suo approccio alla cooperazione con l’Asia Centrale. Tuttavia, l’impegno del Giappone nella regione è stato elevato a livello di capi di stato solo nel dicembre 2025, indicando un rinnovato impegno strategico nel plasmare il modo in cui gli stati dell’Asia Centrale costruiscono istituzioni e governano tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (AI).
Il primo summit del Dialogo Asia Centrale + Giappone
Il primo summit del Dialogo Asia Centrale + Giappone (CA+JAD) si è tenuto a Tokyo il 20 dicembre 2025. L’incontro ha riunito leader giapponesi e dei cinque stati dell’Asia Centrale, che hanno adottato la Dichiarazione di Tokyo, identificando tre aree centrali di cooperazione: sostenibilità e resilienza, connettività e sviluppo delle risorse umane. I leader hanno anche lanciato il partenariato per la cooperazione AI Asia Centrale-Giappone, assicurando una collaborazione continua sulle tecnologie emergenti.
Un approccio giapponese distintivo
Contrariamente ai modelli di impegno internazionale centrati sulla tecnologia o sulle infrastrutture utilizzati da Cina e Corea del Sud, l’approccio del Giappone riflette una prioritizzazione di come le istituzioni straniere si adattano e governano, piuttosto che quali tecnologie adottano.
All’interno del quadro di cooperazione AI del Giappone, l’importanza dell’AI risiede nel modo in cui essa altererà le pratiche amministrative esistenti. Piuttosto che fornire infrastrutture digitali su larga scala, il Giappone enfatizza l’aggiornamento delle istituzioni esistenti, in particolare nell’amministrazione pubblica. I programmi sostenuti dall’Agenzia Giapponese per la Cooperazione Internazionale forniscono un punto d’ingresso naturale per introdurre strumenti abilitati da AI, come l’analisi predittiva del rischio o i sistemi di ispezione automatizzati, nell’amministrazione pubblica.
Implicazioni e rischi
Questi sistemi AI sistematizzano, e non sostituiscono, il giudizio istituzionale. Questo approccio riduce la sensibilità politica e il rischio di attuazione, ma rinforza anche un ordine epistemico in cui l’expertise tecnica, spesso esterna alla regione, definisce cosa costituisce efficienza, rischio e buona governance. Una volta implementata all’interno delle istituzioni pubbliche, l’AI diventa un meccanismo attraverso il quale nuove norme amministrative vengono diffuse.
La dichiarazione di Tokyo, a seguito del summit, situava inoltre la cooperazione AI all’interno di iniziative più ampie di connettività, in particolare lungo la Rotta di Trasporto Internazionale Trans-Caspica. Progetti nell’ottimizzazione della logistica, digitalizzazione delle dogane e modernizzazione dei porti dimostrano come i sistemi abilitati dall’AI stiano diventando parte integrante delle infrastrutture fisiche essenziali per le istituzioni pubbliche.
Prospettive future
I documenti del CA+JAD collegano anche la cooperazione AI alla sicurezza economica. Partecipando a quadri come il CA+JAD, gli stati dell’Asia Centrale possono compensare le debolezze delle loro economie, inclusa la mancanza di visibilità e integrazione nei mercati globali. Tuttavia, questo solleva interrogativi su chi definisca gli standard analitici utilizzati dagli strumenti AI e chi benefichi dagli ecosistemi di dati risultanti. Questi standard sono incorporati nelle decisioni di selezione, categorizzazione e valutazione dei dati, tipicamente definiti da aziende tecnologiche globali e istituzioni di ricerca, non da stakeholder locali.
Il Giappone, quindi, si pone come attore significativo nell’AI diplomatica, operando sotto la soglia di visibilità politica. Integrando l’AI nelle procedure doganali, nella governance della logistica e nella formazione amministrativa, Tokyo ha l’opportunità di plasmare come gli stati dell’Asia Centrale definiscono efficienza, rischio e conformità. La sua importanza a lungo termine dipenderà dal fatto che consenta una genuina coproduzione di conoscenza o che invece ancoraggi le dipendenze attraverso sistemi tecnici presentati come neutrali.
Per i governi dell’Asia Centrale, questa creazione di connettività abilitata dall’AI offre sia opportunità che sfide. Mentre migliora l’integrazione regionale, può anche generare nuove dipendenze se le istituzioni locali non hanno la capacità di esaminare o ricalibrare questi sistemi.
I leader dell’Asia Centrale hanno risposto con proposte concrete, come la creazione di un centro regionale di partenariato AI, posizionando le infrastrutture di innovazione esistenti come piattaforme per questa cooperazione. Questo segna uno sforzo emergente per allineare l’impegno AI del Giappone, favorevole alla governance, con gli ecosistemi di innovazione domestica.