Chiarezza sull’inventorship nelle invenzioni assistite dall’IA

Il Fattore Umano: L’USPTO Chiarisce l’Inventiva per le Invenzioni Assistite da AI

Le discussioni e le speculazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale (AI) sul lavoro umano e sull’innovazione tecnologica sono diventate comuni. Con l’AI che diventa uno strumento sempre più sofisticato nel panorama dell’innovazione tecnologica, le domande sul suo ruolo nel processo inventivo sono diventate più pressanti.

Il U.S. Patent and Trademark Office (USPTO) ha emesso per la prima volta delle linee guida per affrontare questa questione il 13 febbraio 2024. Questa guida iniziale basava la sua valutazione delle invenzioni assistite da AI sui fattori Pannu, un precedente legale utilizzato per determinare se più persone naturali potessero qualificarsi come inventori congiunti. Riguardo all’applicabilità dei fattori Pannu alle invenzioni assistite da AI, l’USPTO ha dichiarato che, sebbene i fattori Pannu siano generalmente applicati a due o più persone che creano un’invenzione, è necessario che una persona che utilizza un sistema AI per creare un’invenzione faccia anche un contributo significativo per essere considerata un inventore adeguato.

La dipendenza della Guida del 2024 dai fattori Pannu è stata contestata, poiché Pannu si concentrava sui contributi inventivi di più persone naturali, non sull’uso di strumenti non umani per assistere nell’innovazione. Forse in considerazione della natura inadeguata dei fattori Pannu, l’USPTO ha emesso una seconda guida il 28 novembre 2025, che ha annullato la Guida del 2024. La Guida del 2025 abbandona l’uso del quadro Pannu, sostenendo che applicare i fattori di co-inventiva a uno strumento non umano è inappropriato.

Un Principio Fondamentale: Solo Persone Naturali Possono Essere Inventori

La Guida del 2025 rafforza il principio fondamentale della legge sui brevetti degli Stati Uniti: l’invenzione è un’impresa umana e l’inventiva è limitata alle persone naturali. Questo è stato confermato in un caso legale in cui si è stabilito che la legge sui brevetti richiede che gli inventori siano persone naturali, ovvero esseri umani. Tuttavia, ciò non significa che un’invenzione non possa essere brevettata semplicemente perché è stata coinvolta l’AI nella sua creazione. L’inchiesta critica rimane se una o più persone naturali abbiano fatto un contributo significativo alla concezione dell’invenzione.

Al centro dell’analisi sull’inventiva c’è il concetto legale di “concezione”. Citando precedenti legali, la Guida del 2025 ribadisce che la concezione è “il punto di riferimento per l’inventiva”. La concezione è definita come “la formazione nella mente dell’inventore di un’idea definita e permanente dell’invenzione completa e operativa, come sarà applicata in pratica”. Poiché la concezione è un atto raggiungibile solo da una persona naturale, l’AI è più propriamente considerata uno strumento sofisticato, simile ad altri strumenti di laboratorio, nelle mani della persona naturale.

La Guida

Con questo quadro, la Guida del 2025 è chiara e diretta. Secondo le leggi sui brevetti, né un flacone da laboratorio né un sistema AI, inclusi AI generativi, possono essere nominati come inventori in una domanda di brevetto. Così, qualsiasi domanda o rivendicazione che elenchi sistemi AI, inclusi AI generativi e altri modelli computazionali, dovrebbe essere respinta.

Le linee guida dell’USPTO non cambiano nemmeno quando sono coinvolti più inventori congiunti. Anche se la Guida del 2025 sconsiglia di utilizzare i fattori Pannu per valutare il contributo di un singolo inventore umano che utilizza uno strumento AI, chiarisce che questi fattori rimangono il quadro corretto per determinare l’inventiva congiunta tra più collaboratori umani, anche quando quei collaboratori sono stati assistiti dall’AI.

Navigare tra le Richieste Internazionali e le Rivendicazioni di Priorità

La Guida del 2025 affronta anche le complessità delle richieste di brevetto internazionali. Per rivendicare il beneficio di una domanda precedentemente presentata in un altro paese, la domanda statunitense deve nominare almeno una persona naturale come inventore, che sia anche nominata nella domanda estera. Di conseguenza, l’USPTO non accetterà una richiesta di priorità da una domanda estera che nomina un sistema AI come unico inventore. Se una domanda estera elenca persone naturali e un non-naturale come inventori congiunti, la domanda statunitense deve elencare solo le persone naturali nel foglio di dati della domanda per conformarsi alla legge statunitense.

Implicazioni per Inventori e Professionisti

La Guida del 2025 conferma che l’uso dell’AI non altera i requisiti fondamentali per l’inventiva. I richiedenti e i loro consulenti legali devono continuare a esercitare la dovuta diligenza nella determinazione degli inventori corretti di un’invenzione rivendicata, che include un dovere di indagine ragionevole sui contributi di ogni persona naturale coinvolta nel processo inventivo. Per coloro che utilizzano l’AI, ciò significa che la documentazione attenta dei contributi umani è più critica che mai. Gli inventori devono essere in grado di articolare come hanno plasmato la concezione dell’invenzione, sia attraverso la costruzione di specifici suggerimenti, la selezione e l’arrangiamento dei dati di addestramento, sia attraverso il post-processing e il perfezionamento dell’output generato dall’AI.

Si potrebbe sostenere che un’eccessiva dipendenza dall’AI, in cui nessuna persona singola può dimostrare un contributo significativo alla concezione, potrebbe portare a invenzioni dedicate al pubblico, poiché nessuna persona potrebbe avanzare una valida rivendicazione di inventività. Anche se l’AI non può essere un inventore, il suo ruolo come strumento potente nel processo inventivo è ora formalmente riconosciuto, con chiare linee guida per garantire che l’ingegnosità umana rimanga la fonte riconosciuta delle invenzioni brevettabili.

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