Adozione dell’IA Militare e Cooperazione Globale
Le forze armate di tutto il mondo stanno rapidamente adottando l’intelligenza artificiale (IA), mentre la cooperazione internazionale stenta a decollare. Con gli Stati Uniti e la Cina meno coinvolti in un recente summit militare sull’IA, i poteri medi sembrano affrontare una scelta: guidare la conversazione o procedere verso un futuro privo di normative.
Questa situazione è emersa chiaramente la settimana scorsa durante un vertice multistakeholder sull’IA Responsabile nel Settore Militare, dove delegazioni statali e rappresentanti dell’industria dell’IA, del mondo accademico e della società civile si sono riuniti per discutere il futuro della cooperazione internazionale in questo campo. I summit precedenti hanno prodotto documenti di esito sostenuti da circa sessanta paesi. Quest’anno, tuttavia, solo trentacinque nazioni hanno approvato il documento di esito, senza la partecipazione degli Stati Uniti e della Cina.
Preoccupazioni e Sfide
Sebbene non siano vincolanti, i documenti di esito di questi summit evidenziano le preoccupazioni critiche che i paesi ritengono fondamentali per il futuro. La diminuzione del supporto a questi documenti quest’anno è un chiaro segno della frammentazione geopolitica in corso, specialmente tra Stati Uniti ed Europa. La questione che ora si pone è se i poteri medi riusciranno a stabilire regole e misure di fiducia sull’IA militare, se le grandi potenze continueranno a mostrarsi distaccate.
Le relazioni tra gli Stati Uniti e i suoi partner NATO sono state messe a dura prova, complicando ulteriormente la cooperazione internazionale. Se i paesi sono incerti riguardo alla loro posizione e alle relazioni future, diventa difficile impegnarsi nella cooperazione internazionale o firmare dichiarazioni di principio che potrebbero essere contrastate dalle grandi potenze. Delegazioni statunitensi e cinesi erano notevolmente più piccole rispetto al summit del 2024.
Implicazioni per il Futuro
La crescente distanza tra il dialogo internazionale sull’IA militare e gli sforzi di integrazione dell’IA da parte delle forze armate dovrebbe preoccupare tutte le nazioni. Molti canali multilaterali tradizionali per discutere la governance globale delle applicazioni militari dell’IA continuano a procedere a un ritmo lento. Tuttavia, gli stati stanno già sviluppando e sperimentando capacità di IA. I conflitti in corso, come quelli tra Israele e Gaza e tra Russia e Ucraina, stanno già vedendo l’uso di nuovi strumenti e tecniche di IA.
Se la divergenza tra l’adozione della tecnologia e le regolamentazioni internazionali continua, i rischi sono due: da un lato, gli sforzi politici potrebbero diventare disgiunti dalle realtà tecniche; dall’altro, gli stati potrebbero implementare tecnologie con politiche incoerenti, senza opportunità di apprendere dalle best practices altrui.
Un’Opportunità per i Poteri Medi
Con gli Stati Uniti che si stanno ritirando dalla leadership in questi spazi, i poteri medi devono affrontare la questione di come guidare le misure di fiducia sull’IA militare. Tuttavia, questo momento potrebbe rappresentare un’opportunità, poiché il processo REAIM è stato guidato dai poteri medi fin dall’inizio. Paesi come i Paesi Bassi, la Corea del Sud e Singapore hanno ospitato eventi significativi in questo ambito.
Una possibile strada è che i poteri medi, incentrati sull’adozione dell’IA, avanzino il processo REAIM, utilizzando il suo slancio come punto di incontro per la cooperazione internazionale. Anche se Stati Uniti e Cina saranno sempre invitati, i poteri medi non dovrebbero preoccuparsi della loro partecipazione. Mentre ciò potrebbe rendere meno probabile un consenso internazionale ampio, il processo REAIM potrebbe offrire ai poteri medi e al Sud globale strumenti cruciali e normative per l’uso dell’IA militare.
Conclusione
Il processo REAIM rappresenta un importante ponte tra gli sforzi diplomatici e le realtà degli investimenti militari e dell’adozione dell’IA. Le decisioni prese ora potrebbero influenzare le misure di fiducia e altre opportunità per ridurre i rischi militari associati all’uso dell’IA senza limitare gli stati nell’uso di questa tecnologia fondamentale. Se i poteri medi scelgono di affrontare il percorso più difficile, potrebbero essere loro a definire gli esiti futuri.