Meta si oppone al Codice di Pratica dell’UE sull’IA

Meta annuncia che non firmerà il codice di condotta dell’AI Act dell’UE

Meta, una delle principali aziende nel settore dell’intelligenza artificiale, ha dichiarato ufficialmente che non firmerà il codice di condotta dell’AI Act dell’Unione Europea. Questa decisione è stata comunicata dal Chief Global Affairs Officer di Meta, Joel Kaplan, il quale ha espresso preoccupazione per le implicazioni legali e le incertezze che il codice introduce per gli sviluppatori di modelli.

Contesto dell’AI Act dell’UE

Nel 2024, l’Unione Europea ha approvato l’AI Act, seguito quest’anno da un codice di condotta destinato ai fornitori di modelli di intelligenza artificiale di uso generale. Le aziende che decidono di firmare questo codice sono tenute a mantenere un certo livello di trasparenza riguardo ai loro modelli e a impegnarsi a rispettare vari obblighi legali, tra cui:

  • Riprodurre e estrarre solo contenuti protetti da copyright accessibili legalmente durante la navigazione sul web;
  • Compiere con le riserve sui diritti;
  • Mitigare il rischio di produzione di output che violi il copyright;
  • Designare un punto di contatto;
  • Consentire la presentazione di reclami relativi a non conformità.

Le preoccupazioni di Meta

Kaplan ha sottolineato che il codice di condotta crea una serie di incertezze legali per gli sviluppatori di modelli, affermando che le misure previste vanno ben oltre l’ambito dell’AI Act stesso. Meta teme che questo eccesso di controllo possa ostacolare lo sviluppo e il dispiegamento di modelli di intelligenza artificiale all’avanguardia in Europa, limitando così le opportunità per le aziende europee di costruire business su di essi.

Accuse correlate e sfide legali

In un contesto completamente diverso, Meta ha affrontato quest’anno accuse di utilizzo di una vasta libreria di libri piratati per addestrare i propri modelli. Queste controversie sollevano ulteriori interrogativi sulla legalità delle pratiche di Meta e sull’impatto che potrebbero avere sulla sua reputazione nel settore.

La posizione di Meta rispetto all’AI Act dell’UE è un chiaro indicativo delle sfide e delle tensioni tra le aziende tecnologiche e i regolatori, mentre il mondo cerca di trovare un equilibrio tra innovazione e responsabilità legale.

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