I CEO europei chiedono una pausa sull’AI Act
I principali CEO d’Europa chiedono alla Commissione di rallentare l’AI Act. Sostengono che la legislazione necessiti di ulteriori riflessioni e consultazioni per garantire un approccio equilibrato.
I principali CEO d’Europa chiedono alla Commissione di rallentare l’AI Act. Sostengono che la legislazione necessiti di ulteriori riflessioni e consultazioni per garantire un approccio equilibrato.
La Commissione Europea ha dichiarato giovedì che le linee guida fondamentali per aiutare le aziende a conformarsi alle norme sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea potrebbero essere ritardate fino alla fine del 2025. Questo segna un ritardo di sei mesi rispetto alla timeline originale.
Un codice di pratiche progettato per aiutare le aziende a conformarsi alle normative sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea potrebbe essere emesso solo alla fine del 2025. La Commissione ha respinto le richieste di ritardo nell’attuazione delle regole sull’IA.
L’intelligenza artificiale (AI) non è più un concetto futuristico nel settore delle telecomunicazioni, ma è la forza trainante dietro la trasformazione dell’industria. Tuttavia, questa rivoluzione dipende da un fattore critico: la qualità, la governance e l’affidabilità dei dati che alimentano i modelli di AI.
Il Marocco ha preso un’iniziativa precoce nel promuovere la governance globale dell’intelligenza artificiale, collaborando con gli Stati Uniti e aderendo all’iniziativa cinese. L’ambasciatore Omar Hilale ha sottolineato l’importanza di garantire l’accesso democratico agli strumenti e alle infrastrutture dell’IA come parte della sovranità digitale.
Il documento discute l’importanza della sicurezza nell’intelligenza artificiale attraverso il modello phi-3, sviluppato secondo i principi di AI responsabile di Microsoft. Viene evidenziato come il processo di allineamento alla sicurezza abbia portato a una significativa riduzione delle percentuali di risposte dannose.
Le nuvole AI sovrane offrono sia controllo che conformità, affrontando le crescenti preoccupazioni riguardo alla residenza dei dati e al rischio normativo. Per i fornitori di servizi gestiti, questa è un’opportunità per fornire piattaforme cloud AI sovrane che integrano sicurezza e prestazioni nel loro nucleo.
Il 8 luglio 2025, la Commissione Europea ha ribadito il proprio impegno per rispettare il calendario dell’AI Act, nonostante le richieste di rinvio da parte di alcune aziende. Il Primo Ministro svedese ha chiesto una pausa nell’implementazione delle regole, definendole “confuse” e avvertendo che potrebbero comportare un ritardo tecnologico per l’Europa.
L’amministrazione Trump si sta preparando a nuove restrizioni sulle esportazioni di chip AI verso Malesia e Thailandia, al fine di prevenire l’accesso della Cina a processori avanzati. Le nuove normative potrebbero influenzare i titoli tecnologici ciclici, mentre gli operatori di data center statunitensi sembrano essere relativamente protetti.
La governance dell’intelligenza artificiale e la governance dei dati sono diventate cruciali per garantire lo sviluppo di soluzioni AI affidabili ed etiche. Questi framework di governance sono interconnessi e vitali per il successo delle iniziative guidate dall’AI, specialmente nelle grandi organizzazioni.